sabato, 28 novembre 2009, ore 10:34

Ecco il mio REGALO di NATALE! per tutti voi...
Un racconto a tinte gialle per entrare nell'ambiente natalizio con un pizzico di verve:

 Testo integrale!

ma.ma.


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categoria : favole

lunedì, 29 ottobre 2007, ore 12:54

Proposte EMENDATIVE in sede di FINANZIARIA 2007
approvate dal “Comitato per il Diritto alla Musica”

1- Così come avviene per le attività sportive, “sono detraibili le spese sostenute per iscrizione annuale abbonamento per le attività educative/musicali per i bambini ed i giovani fino al raggiungimento del 18 anno di età, fino ad un importo massimo di € 210,00”. (eventualmente inserire la dicitura “…purché dette attività siano effettuate presso strutture riconosciute dalla pubblica amministrazione”, riprendendo cosi la formula usata nel D.P.R. 633/72 art. 10 comma 20 scuole riconosciute).

2- Analogamente “sono detraibili le spese sostenute per corsi formazione, aggiornamento o di specializzazione presso enti accreditati presso il Ministero della Pubblica Istruzione ai sensi del D. M. 177/2000”.

3- Aprire la possibilità di ricongiungimento o altra formula sommatoria con scelta dell’ente cui riferirsi per i contributi versati all’ENPALS in quanto lavoratori dello spettacolo e i contributi versati all’INPS.

4- L'apertura immediata di un Ufficio per la Promozione della Musica Popolare Italiana all'estero, senza aspettare il varo di una legge organica sulla musica.

5- L'istituzione di un "Fondo per la promozione della musica popolare contemporanea", dove per popolare s'intende "derivante dalla tradizione popolare".


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categoria : musica, diritti, petizioni

venerdì, 10 agosto 2007, ore 09:48

 

Lo so che è un figlio di puttana, un ragazzino pieno di gloria e di razzismo nelle ossa, ma io dovevo ubbidire e quel giorno ero con lui mentre le colline si riempivano d’indiani.

Gli assicuratori di Nuvola Rossa occupavano il nostro lato destro, i promotori con un orrendo piscione sugli scudi quello sinistro e Custer rideva.

Rideva quell’imbecille imbottito di coca e di Whisky e non si curava  della nostra salute.

Dire che non aveva rinnovato nemmeno l’abbonamento alla metro, forse sapeva di morire, forse non aveva stipulato una polizza vita per nulla.

Toro Seduto era di fronte a noi con il suo Ipode alle orecchie e con Intini convertito a prendere appunti, la foto di un uomo senza capelli ed occhiali sulla sua moto.

Il piccolo grande corno era pieno di venditori di occhiali e foulard, ma avevo lasciato il mio bancomat a forte Alamo.

Eppure vi dico che ci saremmo potuti salvare se Bottiglione non fosse arrivato alle spalle con il sindaco di Treviso sottobraccio.

Urlavano frasi oscene di culattoni e verdi bandiere, ma io davvero non li stavo a sentire, collegato con una amica di Teheran che sognava di andare in bicicletta, ma si sa che la religione è l’oppio dei popoli.

Avrei voluto che fosse finito tutto e subito, mentre funzionari di banca lanciavano frecce di adeguatezza.

Quanti ne uccisi quel giorno? Quanti prima di cadere? Custer pieno di cocaina rideva e baciava un suo sergente maggiore mentre il cielo era pieno di frecce e il sole era coperto da nuvole di pioggia.

Un bel giorno quello per morire, almeno avessi regalato una bicicletta a quella ragazza, almeno l’avessi vista sorridere e invece no, mi toccò morire prima di Custer e non c’erano paradisi dietro la porta, solo una vecchia che recideva dei fili e le sue sorelle che ballavano un tango argentino.

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categoria : racconti di strada

venerdì, 20 luglio 2007, ore 15:37


 

Ultime dai territori di guerra: preoccupante aggiornamento degli arsenali

aereodicarta      Secondo le ultime indiscrezioni, sembra che i soldati coinvolti nei principali conflitti armati del pianeta, stiano rimpiazzando i vecchi ed antiquati fucili con moderne ed efficientissime pistole ad acqua (c’è più di qualche sospetto che alcuni governi stiano per acquistare il temutissimo Super-liquidator-3000!). Sembra inoltre, che siano già stati stanziati svariati miliardi di dollari per rinnovare le ormai obsolete bombe con potentissimi gavettoni, sostituire i carri armati con iper-tecnologici idranti, le mine antiuomo con annaffiatoi dotati di timer al quarzo, gli F16 con i più aerodinamici aeroplani di carta…

     Uno dei più recenti e feroci attacchi con gavettoni ad altissima precisione avrebbe – titolano i principali giornali del mondo - colpito in pieno anche dei civili, tra cui numerosi bambini. Ibrahim, 3 anni, il più grave: i medici non hanno ancora sciolto la prognosi, ma fonti ufficiose lasciano trapelare che si tratti di un bel raffreddore... se la caverà con qualche minuto di broncio e qualche starnuto…

       I politici esportatori di “democrazia” e “libertà duratura”, fiancheggiati dagli industriali delle armi e dalle "guide spirituali” delle guerre sante, sono scesi in piazza, indignati, per manifestare e protestare contro questo aggiornamento degli arsenali di guerra.

   Ma la manifestazione è stata duramente contrastata da un corteo di bambini provenienti da tutto il mondo. Inevitabili scontri e tafferugli: pioggia di gavettoni e raffiche di liquidator
Il rappresentante dei bambini, il piccolo Andrea, 4 anni, ha dichiarato: “Sono brutti cattivi! hanno fatto del male a tanti bambini… ma adesso basta!” (colpendo l'orgoglio dei leader della fazione opposta con sonore pernacchie…)

    E le borse crollano, risentono degli effetti del fallimento delle industrie produttrici di armi e delle industrie che si occupavano della “ricostruzione” di strade, ponti, città (ovviamente dopo averle accuratamente devastate con i bombardamenti…).

    Le borse crollano... ma i bambini sorridono… e “la Terra, vista dalle ultime immagini inviate dal satellite” - spiegano gli esperti – “oggi sembra diversa, sembra più bella…”.




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categoria : storie di pace

mercoledì, 18 luglio 2007, ore 22:35

C’era tanta gente, mai vista tanta nella mia vita ed erano tutti venuti per sentirlo. C’era una gran puzza di sudore e di escrementi ovunque.

Qualche cane abbaiava e un venditore di focacce urlava per attirare acquirenti.

Era bello lui, soprattutto i suoi occhi, sembrava guardare sempre ciascuno negli occhi.

Le donne impazzivano per lui, ma nessuna si diceva potesse averlo, ma la gente mormorava di una.

Una voce, una voce unica la sua, incantava tutti con le sue favole.

Rideva, si che rideva quando gli chiedevo perché e batteva la sua mano sulla spalla.

Sua madre era dolce, il suo bambino era un uomo grande e grosso ora e di suo padre non sapevo nulla.

C’erano alcuni con lui, alcuni che lo seguivano sempre, non come me che ero li solo per curiosità e per amicizia.

I soldati controllavano i documenti, lo prendevano in giro, parlavano di lui come di un folle e i preti peggio ancora, ma si sa che i preti non vogliono mai nulla che mini il loro potere.

Lui rideva di tutto questo e mi dava pacche sulla spalla e rise ancora di più quando gli chiesi se ero io il demonio di cui a volte parlava.

Io gli dicevo che la gente non capiva, che raccontavano di lui cose assurde e impossibili e che si stavano approfittando della sua buona fede.

Solo allora, solo allora smise di ridere e mi guardò negli occhi.

Stava per dirmi qualcosa, ma si fermò e alzò le spalle ancora una volta.

C’era tanta gente quel giorno e quando iniziò a parlare la puzza sparì di colpo e tutti rimasero in silenzio per ascoltarlo.

Le donne guardavano i suoi occhi, le donne s’innamoravano di lui, ma lui sembrava non darsene conto.

Poi moltiplicò quei pesci e quei pani e io inizia davvero a pensare di essere io il demonio di cui tanto parlava, ma mi misi a ridere anche io come lui.

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categoria : storie di pace

domenica, 08 luglio 2007, ore 09:15

Dietro la vetrina della gioielleria del corso,

zanzare pomiciano senza ritegno,

il moscerino guarda di la dal vetro,

sbava di desiderio e d’indivia è roso.

 

Falene crudeli, guardiane della notte,

assalgono inermi bruchi per i corridoi,

la loro divisa gli serve da scudo

ora che la perfida cimice è al potere.

 

Oltre la barriera di Piazza Garibaldi,

uno scarabeo ubriaco invoca pace,

barcolla sino al porto delle navi d’armi,

non capisce lo scopo del firmamento.

 

Il vecchio ragno attende,

lui svolge il suo lavoro,

tra pezzi di pece e lische d’ospedale,

senza giustificarsi con un Dio o una morale.

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categoria :

sabato, 30 giugno 2007, ore 12:31

Questa è la storia di uno straccione, aveva un asino che portava il peso delle sue storie, ondeggiava al carico di fili di fate di bosco e cavalieri di sementi acute.

Incontrò una contadina, dagli occhi dolci e i capelli sfatti, serva di un barone che soddisfaceva con lei le voglie, due figli senza denti, un padre con un occhio guercio.

L’amore, si l’amore sparò vene sotto la quercia e il barone disse che era strega.

Lo straccione corse dal re con il suo asino con un orecchio solo e gli chiese udienza.

Raccontò le sue favole, incantò la figlia del monarca, lei s’innamorò dello straccione.

Amore, si amore che non capisce condizione o puzza alquanto stramba.

 

La figlia del re gli diede il suo corpo per una notte, per intercedere con suo padre per quella strega.

 

Bruciava il rogo della contadina, c’era la gente del paese voltagabbana, non fece in tempo il messo e arrivò prima l’asino a scorreggiare sul barone, sulle guardie e sulla figlia del re.

Lo straccione urlò il suo dolore al cielo e una pioggia improvvisa spense il rogo.

 

“Principessa di mille voglie,

la mia donna è una contadina,

ho soddisfatto tutte le tue voglie,

ma lei brucia non sarà mai una regina.

 

Principessa il tuo barone,

ha un buco profondo nel suo sedere,

lui è il vero stregone,

la mai donna solo per il di lui piacere.

 

Di streghe il mondo ora è pieno,

come dopo il caldo i campi di fieno,

sono solo donne bistrattate,

che la vostra genia ha condannate.”

 

Lo straccione abbracciò la sua donna, la strega libera dal suo destino, ma solo un rantolo aveva di voce e spirò presto tra le sue braccia.

L’asino venne trafitto, da mille frecce per la sua maleducazione e il cantore cadde per terra, il suo cuore esplose come in fuoco.

 

“Così finisce una storia di periferia,

cantata sotto il ponte e in un’osteria,

perchè la poesia non è rivoluzione,

al massimo il grido di un ubriacone.”

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categoria : favole

martedì, 26 giugno 2007, ore 22:10


I bambini sono di sinistra...


Claudio Bisio, I bambini sono di sinistra


Filastrocca per tutti i bambini,
per gli italiani e per gli abissini,
per i russi e per gli inglesi,
gli americani ed i francesi,
per quelli neri come il carbone,
per quelli rossi come il mattone,
per quelli gialli che stanno in Cina
dove è sera se qui è mattina,
per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci,
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa,
per quelli che stanno di qua o di là,
in campagna od in città,
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo,
con le mani nelle mani,
sui paralleli e sui meridiani.

(G. Rodari, Girotondo di tutto il mondo)

lunedì, 25 giugno 2007, ore 12:11


Il piccolo Adam ha 12 anni e vive in Darfur: ascoltiamo la sua voce...


Preghiamo che i proiettili diventino gessetti e studiamo...

domenica, 17 giugno 2007, ore 20:42

Il quinto cavaliere

 

Il primo venne,

una notte di luna piena,

il re invocava perdono,

ma Peste prese suo figlio.

 

Il secondo venne in punta di piedi

bruciò i granai del mondo,

Fame rideva

con un ghigno oscuro.

 

Il terzo venne  con uno squillo di tomba

e il vescovo vide cadere

il castello dai merli brulli,

Guerra aveva una bandana nera.

 

Il quarto cavaliere aveva un’armatura d’argento

fece volare le teste

come falce il grano,

Morte aveva un sospiro lungo.

 

Poi venne silenzio,

un giorno,

poi un altro

il quinto cavaliere venne controsole,

il volto coperto da troppa luce.

 

Il quinto cavaliere cacciò tutti gli altri,

il quinto cavaliere era il più bello,

il quinto cavaliere era una donna

Amore pulì il selciato nero.

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categoria : poesia, favole